Quartiere Santo Stefano

Skill Lab Experience

Una mappa del quartiere Santo Stefano realizzata da ragazzi per i ragazzi. Intervista a Cintia

“Sono stata l’unica che, terminato il Liceo, ha deciso di continuare a lavorare per la realizzazione di questa mappa. Lasciare una cosa in sospeso, senza dare una mano nel finirla, non è da me”

Cintia Rut Paun ha 20 anni ed è nata in Romania. Da 17 anni vive a San Pietro in Casale e ha terminato l’anno scorso il Liceo Artistico Francesco Arcangeli, indirizzo grafica.

Ha gli occhi chiari e la voce sicura. “Si pensa sempre di conoscere un posto ma non è così, non si può mai dire di conoscerlo completamente”

Cintia sta partecipando al progetto di alternanza scuola-lavoro con il Liceo Arcangeli volto alla realizzazione grafica di una mappa del Quartiere Santo Stefano in lingua italiana fatta dai ragazzi per i ragazzi. All’interno i contenuti sono organizzati per ambiti tematici: street art e luoghi dei regaz; Bologna la verde, curiosità e monumenti; luoghi culturali per ragazzi.

È una delle tante iniziative di Skill Lab Experience, progetto che coinvolge artigiani, enti del terzo settore, istituti scolastici, biblioteche e i servizi educativi del Quartiere Santo Stefano nella realizzazione di percorsi formativi che possano avvicinare giovani e adolescenti al mondo del lavoro, dell’artigianato e delle nuove professioni. Ciofs Fp/ER, capofila del progetto, lo sta realizzando in collaborazione con molte realtà del territorio.

Cintia sogna di entrare in Accademia di Belle Arti e di lavorare nel mondo della grafica. Fin da bambina le è sempre piaciuta l’arte. Le chiedo chi le piace. Sorride, poi mi racconta di prendere ispirazione da artisti non conosciuti che scopre sui social, in particolare su Instagram.

Foto di Margherita Caprilli per Fondazione Innovazione Urbana

Come hai saputo di questo laboratorio?

Ci è stato proposto dalla nostra ex insegnante di Storia dell’Arte, che ci ha spiegato la storia del Baraccano e poi ci ha proposto questo progetto della mappa del quartiere Santo Stefano”

 Perché hai deciso di partecipare e di cosa ti sei occupata in questo progetto?

“Ho partecipato perché mi piacciono i progetti vicini al mio indirizzo. Abbiamo iniziato tre anni fa e ora sono rimasta solo io, a cui si aggiungeranno alcuni ragazzi che oggi frequentano la quinta. Mi sono occupata di ricercare i contenuti da mettere sulla mappa, quindi i luoghi artistici e della cultura, i locali, gli spazi di aggregazione, oltre a storie e leggende su Bologna. Il lavoro non è finito, dobbiamo ancora impaginare alcuni contenuti, ma il grosso è stato fatto”

 Cosa state scoprendo del quartiere Santo Stefano?

“Molte cose, come ad esempio la leggenda delle frecce in strada Maggiore o quella dei diavoli in piazza Santo Stefano, che per me sono nuove”

Il target sono i giovani turisti di Bologna: In cosa si differenzia la vostra mappa?

“É molto più informale, meno standard. Non parla alle famiglie ma ai ragazzi e alle ragazze. Il linguaggio e la grafica la rendono un contenuto indirizzato ai giovani”

Cosa ti piace e cosa sarebbe da migliorare secondo te?

“Non c’è nulla in particolare che cambierei. Mi sono sempre trovata bene, è un quartiere che mi piace e che frequento. Forse sarebbe bello poter avere più luoghi di aggregazione

Pensi di conoscere il tuo quartiere? Perché pensi sia utile per i ragazzi avere una mappa?

“Ci sono ancora tanti luoghi e stradine che non conosco. Si pensa sempre di conoscere un posto e invece non è così. È stata una cosa nuova anche per me, una bella esperienza”

 Cosa stai imparando dalla condivisione con gli altri?

“Mi ha aiutato a consolidare il mio concetto di lavoro di gruppo. È importante imparare a stare in gruppo e a consultarsi. In questo ultimo anno mi ha colpita molto anche la voglia e l’impegno di Paola e Elena nel guidare il gruppo e portarci a fare qualcosa di concreto”

Cosa porterai a casa da questa esperienza?

“L’esperienza di aver fatto qualcosa per altri ragazzi, il saper stare in gruppo, che mi sarà molto utile se lavorerò nella grafica, ma anche la personalità di Paola e Elena”

Intervista di Silvia Santachiara