Quartiere Borgo Panigale - Reno
Navile
Porto - Saragozza
San Donato - San Vitale
Santo Stefano
Savena

Scuola di Azioni Collettive

Scuola di Azioni Collettive, la formazione pubblica. Intervista ad Agnese Agrizzi

L’ultimo appuntamento della formazione pubblica della Scuola di Azioni Collettive è “Il crowdfunding per le comunità” della docente Agnese Agrizzi, in programma martedì 29 giugno dalle 15 alle 17 al Centro Sociale Giorgio Costa (via Azzo Gardino 44)

Per partecipare è necessario iscriversi compilando questo modulo.

Agnese Agrizzi è fondatrice e Presidente di IDEA GINGER, una delle più note piattaforme di crowdfunding. Si occupa di strategie sia per piccole comunità che per imprese innovative e creative, ONG e istituzioni pubbliche.

L’abbiamo raggiunta per farle qualche domanda in vista dell’incontro.

Come il crowdfunding ha cambiato la capacità di finanziamento di progetti a impatto sociale?

L’impatto sociale è considerato un valore sempre più interessante da raccontare e da misurare in tutti gli aspetti di un’impresa, anche in quello finanziario. E il crowdfunding sta dando il suo contributo in questo processo, perché ripone la sua efficacia su due principali aspetti: da un lato è un’operazione fortemente narrativa e dall’altro offre molta attenzione alla concretezza e alla misurabilità del progetto proposto. 

In questo senso, per gli imprenditori sociali e culturali è un’opportunità per raccontare il motivo per cui il loro prodotto o servizio, il loro modo di produrre o di realizzare servizi, avrà un impatto sociale interessante nella comunità. E allo stesso tempo per trarne un valore economico e finanziario preciso, rappresentato dal contatore del denaro raccolto tramite la piattaforma digitale e dal numero di sostenitori intervenuti.

In quale modo il crowdfunding dà un contributo ai canali di finanziamento tradizionali?

Non a caso Ginger porta avanti collaborazioni pluriennali con partner bancari. Alcune banche, infatti, oltre alle procedure tradizionali di misurazione della sostenibilità dei finanziamenti, hanno trovato nel crowdfunding l’opportunità di valutare asset diversi, come la capacità di un’impresa di raggiungere degli obiettivi economici prefissati, l’interesse suscitato in un mercato, la risposta della comunità a progetti ad impatto sociale. In questo senso il crowdfunding è come un test, per un’impresa e per i suoi stakeholders. 

Qual è il valore delle comunità di riferimento dei progetti nel momento in cui essi avviano una campagna di crowdfunding? In alternativa, per progetti che partono ex novo, è tra gli obiettivi di una campagna la costruzione di una comunità attorno alla causa da finanziare?

Il crowdfunding ha l’effetto di allargare e rafforzare i legami di una comunità di riferimento. Se l’operazione è più semplice per un’impresa già conosciuta, è ben più preziosa, anche se più complessa, per le realtà che devono ancora posizionarsi sul mercato e guadagnare spazio e reputazione. 

L’aspetto più interessante della comunicazione di una campagna di crowdfunding, è il fatto che viene lanciata una scommessa pubblica, con un obiettivo economico da raggiungere entro una scadenza, pena la non realizzazione del progetto. L’imprenditore racconta la sua proposta e dà al mercato la decisione di supportare pubblicamente l’operazione. E nella nostra esperienza, oltre al prodotto (e al bisogno che soddisfa), è il “come” esso è creato e distribuito che spinge il cliente a supportare una campagna di raccolta fondi digitale. Nel caso di progetti ad impatto, in questo modo gli viene permesso di mettere il suo nome a firma di un determinato manifesto culturale e sociale. 

Quali sono gli ingredienti utili al successo di una campagna? Quale, se c’è, quello “segreto”? 

Nel modello di lavoro di Ginger, integriamo il servizio della piattaforma Ideaginger.it con proposte formative e consulenziali. Rispondere in maniera esaustiva alla tua domanda sarebbe decisamente troppo lungo. Ma posso raccontarti che tutti i nostri programmi formativi dividono il lavoro di una campagna di successo in tre macro aree:

La prima è la fase di progettazione: definire il business plan del progetto da realizzare, individuare l’obiettivo economico per fare in modo che sia una leva di raccolta e non un freno e arruolare il team con le competenze giuste. 

La seconda è la creazione di contenuti, testuali, visual, video. L’ingrediente segreto nel crowdfunding è sicuramente la creatività: il digitale ci ha insegnato ad abbattere i muri della formalità, ci ha insegnato ad essere accoglienti e ad invitare alla partecipazione. In questo senso, dedichiamo anche molto spazio alle cosiddette “ricompense”.

La terza ha a che fare con la strategia di comunicazione. E questa è l’area di lavoro più tecnica e potenzialmente più complessa. 

Che ruolo hanno le emozioni all’interno di una campagna di crowdfunding?

Le emozioni hanno un ruolo importantissimo all’interno delle campagne. Sono alcune delle principali leve che convincono il sostenitore a farsi avanti. Oltre al senso di urgenza di raggiungere un obiettivo, il progettista fa leva sul senso di appartenenza e sulla condivisione di una strada comune.

Tuttavia, ci sono anche le emozione frenanti: i rischi correlati ad un progetto che ancora non esiste, o la sfiducia verso l’innovazione. Questo sprona l’imprenditore ad un comunicazione personale ed emozionante ma anche curata e trasparente. 

Ci sarà sicuramente chi donerà di pancia senza farsi troppe domande, ma la maggioranza, soprattutto quando usciamo dalle cerchie vicine al progettista, parteciperà solo se capisce che il suo denaro fa davvero la differenza. Spiegare come vengono utilizzati i fondi è una carta che bisogna saper giocare per raccogliere la fiducia delle persone.