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Il giorno di domani: sette realtà culturali insieme per coinvolgere ragazzi e ragazze attraverso il teatro, la danza, la poesia e le arti visive

Il giorno di domani – azione collettiva di artisti e artiste per l’infanzia e l’adolescenza è il nuovo percorso di welfare culturale di Comune e Città Metropolitana di Bologna che coinvolge uno spaccato vasto di realtà artistiche e culturali del territorio, tra cui teatri, compagnie, operatori e operatrici, artiste e artisti affermati e emergenti per convocare e accogliere i più giovani attraverso i linguaggi del teatro, della danza, della letteratura, della poesia e del visivo.

Sono 1 milione e 900 mila euro le risorse dei Fondi Strutturali e di Investimento Europei, nell’ambito della risposta dell’Unione alla pandemia di Covid-19, stanziate per sostenere nuove forme di collaborazione con operatori culturali del territorio per un sistema articolato di azioni e progetti con un’attenzione prioritaria su infanzia e adolescenza, in particolare dopo le fratture, l’isolamento e le tante problematiche causate dalla pandemia.

I partner de Il giorno di domani sono Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, con il progetto FUORI! realizzato in convenzione con il Comune di Bologna ed altre sei realtà del panorama culturale bolognese: Laminarie, Ateliersì, Teatri di Vita, Fondazione Bottega Finzioni, Kinesfera e Kepler-452, che sono state individuate tramite una selezione pubblica per la ricerca di interventi in ambito di welfare culturale che utilizzano i linguaggi artistici e performativi per stimolare nuove e ritrovate forme di socialità, di espressione corporea e psicologica, per favorire le relazioni e l’espressione del sé.
A questi interventi si aggiungeranno altre progettualità in corso di definizione che andranno ad agire direttamente in ambito metropolitano.

“Con Il giorno di domani vogliamo metterci in cammino nelle città, negli spazi culturali, nel paesaggio, nei musei, nelle biblioteche e nei teatri per raccogliere le voci di tanti e tante giovani, in un coro polifonico di comunità verso la scrittura di drammaturgie collettive. È un progetto che coinvolge tanti professionisti della cultura che ringrazio per essersi messi in gioco con competenza e passione. Insieme sviluppiamo un’azione corale con lo scopo condiviso di favorire una presa di parola pubblica da parte dei più piccoli e piccole, adolescenti e giovani adulti, rafforzando la capacità di narrare storie e di esprimere visioni, sguardi, sentimenti attraverso l’arte e i linguaggi artistici – dichiara Elena Di Gioia delegata alla Cultura di Bologna e Città Metropolitana -. Siamo sicuri che lavorare sulle relazioni con l’altro/a, sul rapporto con il proprio corpo e con la collettività possa portare i giovani ad agire con maggiore benessere, consapevolezza e progettualità nello spazio urbano e pubblico, a partire dai luoghi del quotidiano come le scuole”.

Il giorno di domani ha avuto un primo avvio lo scorso giugno con le Nightwalks with Teenagers, una performance nello e per lo spazio urbano all’interno della Pescarola nel quartiere Navile della compagnia canadese Mammalian Diving Reflex, che ha inaugurato il progetto FUORI!, realizzato da ERT e curato da Silvia Bottiroli.
L’intero programma si articola in otto linee progettuali che punteggeranno un intero anno con momenti dedicati ad adolescenti e altri aperti alla cittadinanza, interrogando direttamente le nuove generazioni su quattro questioni fondamentali: la riappropriazione, il politico, le politiche del corpo, l’autorità. Tra gli artisti coinvolti, oltre ai Mammalian Diving Reflex che realizzeranno altre Nightwalks in varie zone della città metropolitana con alcuni artisti del territorio come Eva Geatti, Sementerie Artistiche e Agnese Cornelio; la regista brasiliana Carolina Bianchi con Cadela Força; il regista e fondatore del Teatro delle Albe Marco Martinelli con Uccelli; il collettivo CHEAP; Giorgina Pì e Bluemotion che, a partire dalla visione dello spettacolo Pilade di Pier Paolo Pasolini, terranno laboratori con ragazze e ragazzi; l’artista australiana Samara Hersch con Body of Knowledge, con la quale sono in dialogo l’artista Muna Mussie, l’attrice Donatella Allegro e il performer Nico Guerzoni; e Alessandro Berti con un ciclo di laboratori che coinvolgerà vari istituti superiori. Inoltre in avvio in autunno anche un primo progetto condotto insieme a Baumhaus e alla Fondazione per l’Innovazione Urbana e ispirato al progetto francese Nouveaux Commandataires. Dal punto di vista metodologico, FUORI! si avvale della collaborazione del sociologo Stefano Laffi, che curerà una serie di incontri gratuiti rivolti a operatrici e operatori. A conclusione un grande programma pubblico a giugno 2023, al Teatro Arena del Sole e in altri spazi della città metropolitana di Bologna.

Tra infanzia e adolescenza, la grande azione collettiva de Il giorno di domani si propagherà nei prossimi mesi con tanti percorsi educativi rivolti a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, incentrati sulla narrazione e la scrittura, sui linguaggi artistici e la realizzazione di spettacoli, incontri, proiezioni, performance pubbliche inclusive e corali nello spazio urbano.
I progetti di Laminarie, Ateliersì, Teatri di Vita, Fondazione Bottega Finzioni, Kinesfera e Kepler-452 nell’ambito de Il giorno di domani prevedono attività di educazione informale e di indagine sociale e culturale attraverso strumenti narrativi, performativi e tecniche di comunicazione multimediale, interventi di contrasto dell’abbandono scolastico, delle povertà educative e rivolti ad adolescenti fragili, ed infine laboratori artistico-culturali per il protagonismo dei giovani e degli adolescenti, per lo sviluppo di azioni di confronto intergenerazionale, inclusivi e di comunità.

I progetti e le attività saranno diffusi su tutto il territorio metropolitano, amplificando le voci dei giovani e dei giovanissimi, aprendo le scuole e abitando lo spazio pubblico come un playground culturale capace di ospitare e accogliere gesti, corpi e narrazioni.

Con il progetto Comizi d’amore #Adolescenti, Kepler-452 intersecherà il mondo dell’adolescenza entrando direttamente nelle scuole superiori della città metropolitana di Bologna, per una nuova tappa di un percorso di indagine che la compagnia bolognese porta avanti dal 2015 ispirandosi all’omonimo documentario di Pier Paolo Pasolini. In ogni scuola opereranno un regista, un attore/attrice già affermato nel mondo dello spettacolo dal vivo e un attore/attrice emergente. Le tre squadre di professionisti trascorreranno un periodo di residenza e ricerca insieme agli studenti e studentesse dei tre istituti scolastici con l’obiettivo di realizzare tre diversi spettacoli che porteranno in scena l’esito della propria indagine ispirata ai “Comizi d’amore”, in una forma scenica quanto più libera e di ricerca, utilizzando anche diversi linguaggi e codici teatrali.
Altre velocità affiancherà Kepler 452 con la serie di azioni #civorrebbePasolini laboratori e pratiche per indagare ancora a sessant’anni di distanza le domande di Pasolini sull’amore, sull’educazione sentimentale, sulla sessualità, sull’erotismo e sulla famiglia.

Incentrato sui quartieri Santo Stefano e San Donato-San Vitale, il progetto Previsioni di Ateliersì approfondirà le relazioni con il vicinato in modo creativo e coinvolgente. Creando un ponte tra i mondi dell’arte, della cultura e della scuola si svilupperà attraverso due assi: un laboratorio di creazione immagini rivolto ad adolescenti provenienti dalle scuole superiori bolognesi che lavoreranno sull’analisi e lo sviluppo dei propri gusti e dei propri immaginari coinvolti nello scatto e nell’utilizzo delle fotografie, e un’indagine documentaristico-artistica dedicata ai giovani adulti che abitano le strade del quartiere universitario sul tema dell’auto immaginazione di se stessi tra 10, 15 e 20 anni, soprattutto in riferimento alla relazione tra desideri e aspirazioni individuali e contesto sociale e lavorativo.
In una sinergia che coinvolge gli operatori culturali presenti negli spazi del complesso San Leonardo e la nuova biblioteca Salaborsa Lab, insieme a una squadra di lavoro composta da tirocinanti dell’Università di Bologna e dell’Accademia di Belle Arti e da studenti del Corso Documentaristico-cinematografico del Liceo Laura Bassi, l’intento è quello di far emergere, attraverso una sollecitazione diretta, i desideri, le paure e i riferimenti che le ragazze e i ragazzi muovono nel mettere a fuoco la propria immagine nel futuro e aprire insieme a loro il confronto tra queste dimensioni e il momento di vita presente.

Teatri di Vita propone il progetto Skermiribelli, rivolto prioritariamente ai giovani e alle giovani della periferia ovest di Bologna e del suo hinterland, con una manifestazione cinematografica per adolescenti, curata in collaborazione con Giffoni Film Festival, e realizzata attraverso una rassegna di film e una serie di incontri formativi. Il progetto prevede il coinvolgimento di alcuni istituti scolastici di istruzione superiore e di associazioni del territorio e avrà sede interamente all’interno degli spazi di Teatri di Vita, adeguatamente attrezzati alla proiezione su grande schermo di film in formato digitale.
L’obiettivo è portare la diffusione della cultura cinematografica tra i giovani come punto di intersezione tra opportunità educativa e investimento del tempo libero, proporre la cultura come luogo di autorappresentazione degli adolescenti e delle adolescenti e dei loro problemi, indicare l’attività artistica e culturale come prospettiva professionale legata ai diversi mestieri del cinema.

Con Abitare il Pilastro, Laminarie punta al contrasto dell’abbandono scolastico e delle povertà educative rivolgendosi in particolare ad adolescenti fragili attraverso laboratori artistico-culturali creativi, realizzati in collaborazione con l’Istituto Comprensivo 11 e con il servizio Educativo e scolastico territoriale, che vedono un forte protagonismo dei ragazzi e delle ragazze coinvolti, affiancati da operatori specializzati, per lo sviluppo di azioni di confronto intergenerazionale, inclusive e di comunità, con particolare riferimento al territorio del Pilastro, ma anche in dialogo con il centro cittadino e altre centralità urbane. Ai laboratori si affiancano attività di conoscenza del territorio e del suo paesaggio, di educazione ambientale, oltre ad iniziative editoriali e di comunicazione.

Fondazione Bottega Finzioni propone Storie in giro, un progetto di narrazione, scrittura e realizzazione di performance rivolto a bambini, adolescenti e young adult residenti nei diversi distretti dell’area metropolitana con l’obiettivo di creare un presidio culturale stabile nei territori di Reno-Lavino-Samoggia, Pianura Est e Ovest, circondario imolese, Appennino e Savena-Idice.
Partendo dall’assunto che imparare a raccontare e raccontarsi sia uno strumento di crescita e autodeterminazione della persona, Fondazione Bottega Finzioni vuole offrire un’opportunità di sviluppo della creatività sulla narrazione e le sue diverse declinazioni. Il progetto si struttura in sei percorsi educativi guidati da consulenti esperti in materia di narrazione specialistica in sei ambiti: Scrittura creativa; Drammaturgia; Poesia; Fumetto; Scrittura di testi di canzoni; Scrittura per l’audiovisivo.

Storie di Arte e Ingegno è un progetto di formazione culturale, curato da Kinesfera su un’idea di Vittoria Cappelli, rivolto a giovani, a studenti e studentesse attraverso una produzione teatrale multimediale che realizzerà otto lezioni interdisciplinari e performative presso l’Arena del Sole, dedicate alle eccellenze del territorio in ambito di impresa culturale e creativa, dallo sport alla moda, dalla danza al fumetto, dal cibo ai motori passando per la street art. Verranno presentate ai giovani le esperienze di uomini e donne che hanno fatto delle loro passioni percorsi lavorativi e professionali di successo con la conduzione della giornalista Paola Saluzzi e la partecipazione tra gli altri di Gabriele Romagnoli, Leo Turrini, Massimo Montanari, Mirko Mariani e Fabiola Naldi. Otto appuntamenti speciali in cui la narrazione sarà intercalata da momenti musicali, coreografici e video in un dialogo con i più giovani che possa stimolare interesse e curiosità per questi percorsi multidisciplinari spronandoli a coltivare propri e nuovi interessi formativi, culturali e professionali.